
Nelle scorse settimane è stato presentato il Rapporto Svimez “Dove vanno le regioni italiane. Le previsioni regionali 2024-2026”, che analizza le previsioni sull’economia delle Regioni e del Paese, nei suoi diversi segmenti (cfr. notizia sul Portale Svimez).
Dallo studio, il ruolo degli investimenti in costruzioni, nelle due componenti dei bonus fiscali e del PNRR, resta assolutamente dominante, non solo per l’economia nazionale, ma anche perché negli ultimi due anni ha contenuto il divario di crescita tra le due parti del Paese.
Per capire che cosa ha significato finora il Superbonus, il report ricorda che «prima del triennio 2021-2023, il periodo nel quale gli investimenti in costruzioni privati sono maggiormente aumentati va dal 1995 al 2007, ovvero gli anni antecedenti la “lunga crisi”. In questo arco temporale, costituito da dodici anni, la crescita cumulata degli investimenti in costruzioni privati è stata del +28% nel Centro-Nord e del +24% al Sud; pari a neanche la metà di quella registrata tra il 2021 e il 2023 [..] tra il 2021 e il 2023, gli investimenti in costruzioni privati sono aumentati del 65% nel Centro-Nord e del 72% nelle regioni meridionali; nel medesimo periodo le risorse riconducibili al Superbonus sono assommate a quasi 65 miliardi di euro nella prima area e a poco più di 26 miliardi nella seconda».
Quando nel 2024 si realizza la progressiva stretta del Superbonus avviata nel 2023, si rafforza l’effetto del PNRR, che dai progetti passa ai cantieri: durante il primo periodo, la componente degli investimenti privati diminuisce, dell’1,9% al Sud e dello 0,8% al Centro-Nord (con un terzo degli investimenti in detrazione al Superbonus rispetto al 2023), mentre nel secondo periodo, nel 2024, gli investimenti in costruzioni che fanno capo all’operatore pubblico, in larga parte sostenuti dal PNRR, hanno mantenuto un profilo espansivo, aumentando del +10,7% al Centro-Nord e del +19,2% al Sud, assicurando all’intero aggregato “investimenti in costruzioni” una variazione congiunturale positiva.
Per il 2025, per i tassi del Nord si stima un +0,8% per il PIL, +0,4% per gli investimenti lordi totali e di +1,4% per gli investimenti in costruzioni.
Allungando lo sguardo al 2026, le Regioni del Centro-Nord che dovrebbero andare meglio sia nel PIL (+1,0%), sia negli investimenti lordi (+1,2%) e meno bene negli investimenti in costruzioni (+1,1%).
Per leggere il comunicato stampa allegato al Rapporto, cliccare qui.