Cassa Depositi e Prestiti: disponibile il report “Economia circolare: una leva per la competitività delle imprese”

La Cassa Depositi e Prestiti ha pubblicato il report “Economia circolare: una leva per la competitività delle imprese“, uno studio sull’adozione del modello circolare, oltre che sostenibile, come leva strategica per il business, con benefici concreti in termini di riduzione dei costi, minore rischio finanziario e maggiore competitività.

Secondo il rapporto, il risparmio complessivo potrebbe arrivare a 119 miliardi di euro entro il 2030, a condizione che vengano potenziati gli investimenti e il supporto alle imprese.

L’Italia è tra i Paesi più avanzati in Europa nell’economia circolare, con un tasso di utilizzo di materiali circolari del 20,8% nel 2023, quasi il doppio della media UE e superiore a Germania, Francia e Spagna, che vanta anche il più alto tasso di avvio a riciclo dei rifiuti, grazie alla solida tradizione manifatturiera.

Inoltre, il nostro Paese è secondo in Europa per brevetti legati alla circolarità e oltre il 50% di questi proviene dalle PMI, che si distinguono nello sviluppo di soluzioni per l’eco-design, il riciclo avanzato e il recupero dei materiali.

Tuttavia, il livello di investimenti rimane tuttavia inferiore, rispetto a Francia e Germania: solo il 26% delle PMI utilizza strumenti di finanza sostenibile, mentre la maggior parte si autofinanzia, limitando la capacità di innovare. Le imprese che adottano modelli di economia circolare ottengono performance economico-finanziarie superiori rispetto a quelle tradizionali, grazie a una maggiore efficienza operativa e a un accesso più favorevole al credito. Il 42% delle imprese italiane ha già adottato almeno una misura di economia circolare e un ulteriore 22% intende farlo in futuro.

Tra il 2021 e il 2024, le aziende con un alto livello di circolarità hanno registrato un tasso di insolvenza inferiore di 80 punti base rispetto alle grandi imprese tradizionali e di oltre 200 punti base nel caso delle Pmi, dimostrandosi più resilienti e affidabili anche in contesti di crisi. I benefici si estendono alla gestione del debito: le imprese circolari generano più cassa, facilitando investimenti in innovazione e crescita, e registrano un livello di indebitamento inferiore del 6%. Inoltre, hanno una maggiore capacità di coprire il costo del debito (+24%).

Altro vantaggio chiave è la riduzione dei costi di produzione. Nel 2024, il settore manifatturiero italiano ha risparmiato oltre 16 miliardi di euro grazie all’uso efficiente delle risorse e alla riduzione degli sprechi, ma il potenziale è ancora enorme. La circolarità consente di ridurre l’acquisto di materie prime, abbassare i costi di smaltimento e valorizzare gli scarti, trasformandoli in nuovi prodotti e incentivando la simbiosi industriale.

Le PMI italiane affrontano ancora molte difficoltà nell’accesso ai finanziamenti dedicati all’economia circolare, a causa della scarsità di strumenti su misura e delle complesse procedure burocratiche per ottenere fondi pubblici e privati. Il report individua tre priorità per migliorare questa situazione:

investimenti in tecnologie e beni intangibili

sviluppo della finanza sostenibile

creazione di ecosistemi collaborativi

Secondo lo studio, un altro ostacolo significativo è rappresentato dalla mancanza di standard condivisi per misurare la circolarità, che limita l’accesso a finanziamenti ESG, infatti il Tavolo per la Finanza Sostenibile, promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sta lavorando alla standardizzazione della reportistica ESG, con l’obiettivo di semplificare le procedure e facilitare l’accesso ai finanziamenti verdi.

 


Al fine di aiutare gli Associati a superare le barriere che potrebbero incontrare nell’implementazione dei criteri ESG, ANCE EMILIA ha strutturato lo Sportello ESG di ANCE EMILIA e stipulato una Convenzione con Gruppo CRIF-CRIBIS, ESG-VIEW srl e SynESGy, Società globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie che accompagna le Imprese di ANCE EMILIA nel percorso che gli consentirà di quantificare il loro punteggio in termini di sostenibilità e redigere il report di sostenibilità.



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